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About Me Member Art Appreciator Alessio Magenta25/Male/Italy Recent Activity Deviant for 3 Years
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09:06

Sat Jun 27, 2009, 2:15 AM
sto andando ad aprire il negozio di padova. appena arrivo, mi accorgo che qualcosa manca, tipo la vetrina, l'arredamento, il pavimento, le macchine, eccetera. è uno stanzone vuoto, di cemento e malta scrostata. all'interno, elementi di una cucina, che avranno avuto almeno cinquant'anni, roba da casetta d'altipiano, e un signore (molto probabilmente un cliente del negozio) intento a parcheggiare una bici. comincia a spiegarmi dove e dove non parcheggiare bici lì dentro, se mi dovesse servire in futuro. indica una porta murata che porterebbe ad un chiostro ghiaioso a me noto (precedentemente sognato n.d.r.), davanti alla quale non si può assolutamente parcheggiare niente; c'è un apposito sottoscala, sulla destra, che si usi quello. poco dopo si presenta una signora sui quaranta, vestito unico estivo nero e capelli rossi tinti, con una bimba con un paio di occhiali, sei o sette anni. si avvicina ai fornelli, separati dal resto della cucina, e comincia a lamentersi del fatto che manchi verdura fresca. in quel momento mi accorgo che sul tavolo c'è un sacchetto della spesa, e nei pressi del secchiaio è apparsa la cameriera del locale all'aperto di ieri sera. addiziono e pondero velocemente gli eventi presentatimi e offro alla signora in nero delle zucchine, o delle zucche bianche, non ricordo. mentre con una certa mancanza d'entusiasmo comincia ad affettarli per rosolare le fettine in padella, un uomo vestito da cuoco fa notare il proprio ingresso lanciando a mezz'aria un salsicciotto crudo come fosse bollente, farfugliando qualcosa riguardo il salsicciotto volante...






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  • Mood: Resentful
  • Listening to: uk garage e musica di merda

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"nella mia infanzia e adolescenza quel dolore, il dolore dell'amore non corrisposto, ricorse con tale frequenza che non starò a entrare nei singoli episodi. era un dolore tremendo e continuo, e non c'era modo di evitarlo, bisognava sopportare e basta. quando i miei facevano gli spaghetti notavo sempre quello che finiva per restare da solo nello scolapasta, reietto, dimenticato, mentre i suoi compagni si abbracciavano stretti, belli caldi e fumanti, nella grande zuppiera a centrotavola. quando l'amore diventava dolore, mi sentivo come quello spaghetto. non mi sedevo mai a mangiare senza prima essere andato a controllare nello scolapasta. cercavo lo spaghetto abbandonato, rannicchiato su se stesso in cerca di conforto, e gli regalavo un po' d'amore mangiandolo teneramente."

yann martel

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  • Favourite photographer: p.roversi/r.mcginley/m.kennedy/j.edwards/s.sundsbo/s.meisel/e.rogers/...
  • Personal Quote: i prefer a comment than a star. by the way thank you

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Comments


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Grazie della stella e del watch :)

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favoloso! hai ua gallery splendida!
adoro come riesci a cogliere gli attimi in inquadrature così perfette

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troppo buona grazie
:bow: :bow: :bow:

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i latitanti sono criminali poliedrici.

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