arriviamo in auto nei pressi di una scalinata che introduce al quartiere, tutte case sfalsate, tirate su ognuna da un proprio piano, ammassate l'una sull'altra a formare corridoi tremuli e disordinati. non ho ancora capito perché decidiamo di scendere lì dentro in auto, ma neanche il tempo di ribattere che superiamo l'ammasso di mattoni e ci troviamo all'ingresso di uno spiazzo verde, protetto da una fitta rete di fronde e rami di vigna che non si vede da dove arrivano; questa tettoia è sufficientemente spessa da proteggere nell'ombra un'altra vigna, seppure poco estesa, delle tavole rustiche e qualche contadino all'opera. lo spiazzo è delimitato da un fosso secco d'acqua e coperto da un tappeto d'erba neanche tanto alta che corre intorno. all'angolo destro del campo un pozzo bianco, che sembra atterrato lì da poco. proseguiamo in auto finché possiamo, e alla fine siamo costretti a scendere, realizzando che non è quella la strada giusta. mio fratello sembra adirato ma non lo dà a vedere, mia madre pare rassegnata, ma vuole restare il più possibile in auto. torniamo dunque indietro da dove eravamo venuti, superiamo l'accesso a scalini, non so neanche come, prendiamo la strada che sale per qualche metro alla destra della scalinata. lasciamo finalmente l'auto parcheggiata e ci dirigiamo verso l'ingresso di una rimessa senza basculante. è vuota eccetto per un wc in fondo alla parete. coincide con quello che mi avevano detto. gli altri due sembrano interrogarsi sullo scopo di tale ceramica, spiego loro che a lato della seduta ci dovrebbe essere un pulsante che permette di ribaltare la parete cui è appoggiato e accedere all'altra stanza. è effetivamente così: il piccolo pulsante è a sinistra, lo spingo contemporaneamente alla parete che si dovrà aprire. funziona, gli altri sono tutti dentro, ma sembrano disegnati; tutti con un unico tratto di china, fremono su di un foglio di un colore tra l'avorio e la cenere più chiara. si avviciniano pier, charlie e bevi, che fuori da quella stanza non sono più disegnati. pier tiene un martini bianco e sembra molto soddisfatto. guardiamo poi il cielo dietro di noi e la strada che c'ha condotto fin lì. nuvole rosate, il cielo quasi zabaione e la boscaglia quasi nera, ricorda un dipinto olandese dei primi del '700. che in realtà ne ho visto uno solo in vita mia.
- Mood:
Resentful - Reading: yann martel - self
Devious Comments
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# ho percepito che un sorriso ha una forza piena.
beh oddeo, dipende se è sangue tuo o di chi...!
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i latitanti sono criminali poliedrici.
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# ho percepito che un sorriso ha una forza piena.
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i latitanti sono criminali poliedrici.
AIUTO!
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# ho percepito che un sorriso ha una forza piena.
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i latitanti sono criminali poliedrici.
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